6- Turismo e Pellegrinaggi

Tra devozione e di avventura.

          monumento peregrinoCon una certa frequenza si tende a parlare in ambito pellegrino del turismo Jacobeo con un certo tono di disprezzo anteponendo i valori puristi del pellegrino e del pellegrinaggio. Per discutere sull’argomento abbiamo certamente bisogno del bisturi,poi non è oro tutto ciò che luccica né merda tutto ciò che puzza. Non di rado la vista e l’olfato ci ingannano. Ci sono i turisti che sono veri pellegrini e altri che non hanno bene appreso l’essenza del pellegrinaggio, ossia i famosi turisti da zaino e albergho. La qualità dipende dalla persona , non dal contesto. Nessuno è più di nessun’altro. Potrebbe essere un buon argomento ma la mia intenzione è di valutare se nel mondo del pellegrinaggio esiste o meno il turismo.

          FontelaPenso che la cosa più corretta sia accettare che il turismo appaia e accompagni il pellegrinaggio, d’altronde diventa inevitabile e persino un necessario complemento. Per esempio, é genericamente la Vieira (Capesante) testimone e simbolo del pellegrinaggio, forse già riutilizzata, diventa cosi contemporaneamente un ricordo o un souvenir del viaggio, e al tempo stesso anche un certificato di quest’ultimo: il pellegrino che ritorna, lo fa con le Vieiras cucite sul cappello di ala larga e alla Pellegrina come prova di essere arrivato a Compostela. La richiesta diventa così alta che le Vieiras scarseggiano e così appaiono Vieiras di pietra, d’argento, poi vediamo apparire altri prodotti come: medaglie, distintivi, zucche, campanelle, etc etc… pellegrinaggio e commercio vanno di pari passo, souvenir e simbolo sono facce dello stesso oggetto, pellegrinaggio e viaggio diventano la stessa cosa.

vieiras

          La via sacra è anche via del commercio e come tale attrae cambiavalute , albergatori, ristoratori, costruttori, muratori , fabbri, artigiani,orafi, prelati, re, soldati, mercadillocavalieri, menestrelli, trovatori, commercianti,prostitute, ciarlatani,ladri, truffatori, imbroglioni, criminali, falsi Pellegrini….   Non c’e davvero nulla di nuovo , e tutti, nella propria epoca, sono guidati dagli stessi criteri della domanda e dell’offerta, sono loro che fanno camminare oggi giorno l’industria del turismo.

          guía calixtinoLe guide e il libri turistici della via sacra sono un buon esempio anche in un senso turistico promozionale di beni d’uso e consumo. Il codice Calixtino sarà il primo ad essere utilizzato come guida da Nopar, signore di Caumont, o da Herman Kuning von Vach, monaco di Straburgo o da Guglielmo Manier, sarto e vicino di casa di Carlepont.

          Nel XVII secolo e anche da molto prima il pellegrinaggio non è inteso come un esercizio umile di povertà, di rinuncia o di economia di mezzi , ma come l’iniziativa di uomini benestanti come medici, clerici, artigiani,liberi professionisti , nobili ossia quelli che fanno il pellegrinaggio con un misto di devozione e di avventura alla scoperta del mondo.

          historiasÈ il caso già menzionato di Guglielmo Manier che ha viaggiato a Compostela nel 1729. Uomo curioso racconta quello che vide nel suo pellegrinaggio descrivendo terra, cibi, prezzi, la bellezza delle donne e il loro modo di vestire… descrive in dettaglio Santiago, e sopratutto il menú che ogni convento offriva ai Pellegrini compreso i diversi souvenir e le visite alle locande. Al suo ritorno passa per Oviedo per conoscere altri luoghi. Non senza la devozione, il suo libro del viaggio è orientato al turismo come prova che questi due mondi, il pellegrinaggio e il turismo, sono mondi a parte, ma simultanei e complementari, perché senza provviste non c’è misticismo che resista, almeno per la maggioranza dei comuni mortali.

250px-Giusto_Sustermans,_Cosimo_III_(1660,_palatine_gallery)          Il caso più chiaro é la piu pura dimostrazione che il camino si intraprende per viaggiare con una dedizione personale , ciò non esclude la religiosità, è il viaggio nel 1668 nel quale Cosimo II dei Medici, Granduca di Toscana, accompagnato da una corte di 40 persone, tra cui servi e collaboratori, tra i quali possiamo trovare Lorenzo Megalotti come narratore del racconto ufficiale del viaggio e Pier Maria Baldi che illustrerà con acquerelli. Cosimo dei Medici racconta con un certo distacco , senza molto spirito pellegrino, senza integrarsi e con scarso interesse per osservalo e descriverlo, senza fermarsi troppo a capirlo, come si può leggere nella sua descrizione del rito del abbraccio all’Apostolo, descritto da lui con un certo disprezzo. Il suo lungo viaggio parte da Firenze e al suo arrivo si imbarca nella Coruña diretto alle isole Britanniche, con tutto il seguito, dove prosegue il suo viaggio.

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          Dai tempi di Adamo ed Eva, passando da Marta e Maria, l’edonismo e il misticismo, L’ora et Labora, aiutati che Dio ti aiuta e anche per la consustanzialità tomista dell’ anima e del corpo, la devozione e l’avventura fanno parte del Cammino ed entrambi devono avere un equilibrio se si desidera conoscere il camino in tutta la sua integrità.

          100_0057Mentre passo vicino un contadino o abitante del posto molto accogliente e obbligatorio un saluto e due chiacchere. Quando si attraversa un villaggio e sosta obbligatoria fermarsi alla taverna e100_0136 prendere del vino e qualche prodotto tipico del posto dimenticandosi della carta di credito e dell’IVA. Passando davanti un Eremo o una Chiesa, s’è aperta, credente o meno non dubitare ed entra, avrai la possibilità di riposare un poco all’ombra e in silenzio , potrai fare una bella fotografia e approfittare per fare una preghiera se la conosci o se vuoi, o puoi dedicare un pensiero carino, generoso ed altruista a qualcuno che hai nel cuore.

          E all’arrivo a Santiago, non lasciarti confondere dalle file dal trambusto ne dal Barocco e non ti privare d’entrare per dare un abbraccio all’Apostolo e visitare la cripta, dove potrai pregare e meditare per un po di tempo sul tuo camino nel profondo della sua origine. Non dimenticarti dopo di fermarti a mangiare da Manolo insieme ai 100_0227tuoi compagni di cammino, questo è anche un rito sacro, e se è il tuo desiderio prosegui fino a Finisterre o pure rimani un po a Compostela per finire il tuo viaggio, ma ignora qualsiasi giudizio su qual è il modo migliore o il piu veritiero per finire il cammino, se è a mare o al tempio, tutti mentono perché dentro te stesso trovi l’inizio e la fine del tuo cammino.

          36455763Il Cammino ti permette di pregare alla vista del mare e fare del turismo nel tempio, e da un capo all’altro sarai te a decidere come, dove e quando. Questa è la grande ricchezza del nostro cammino di Santiago,l’unica strada che non porta a Roma.

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